ORI DEGLI SCITI E OREFICERIA BARBARICA
 

 

 

 

 


Straordinari reperti di scavo che provengono da tumuli sepolcrali Cimmeri, Sciti, Sarmati testimoniano usi e costumi di civiltà conosciute solo da qualche decennio. La civiltà Scitica ha il suo culmine nel V e IV secolo a.C. quando il territorio della Scizia si estendeva tra il basso Dneper e la Crimea e influì sul destino di popoli europei ed asiatici.

Gli oggetti di oreficeria barbarica (spade, elmi e bardature di cavalli) testimoniano un'insospettata ricchezza di fantasia e di eccezionale abilità artigianale e le influenze greche e gli scambi commerciali con le popolazioni nomadi e stanziali della Pontide meridionale.

 

 

ALCUNI REPERTI:

 

PETTORALE

 

 

 


Pettorale, sec. IV a.C. - galvanocopia - oro e smalto, diametro 306 mm. Addobbo maschile a forma di mezzaluna - Le scene del pettorale hanno un complesso significato simbolico che riflette la cosmogonia Scita: rappresentano la vita e la morte e la congiunzione tra gli opposti mondi per mezzo dell'acanto, albero sacro.

 

 

 

 

 

CINGHIALE

 

 

 

 


 Figurina di cinghiale, sec. IV a.C. - oro e argento, altezza 28 mm.

 

 

 

 

 

COPPA

 

 

 

Coppa con decoro d'oro, sec. IV a.C. legno e oro, altezza 90 mm, diametro 138 mm. Oggetto riservato al culto, serviva per scopi rituali.

 

 

 

 

FIBULA GOTA

 

 

L'oggetto è stato rinvenuto fortuitamente nel 1972 nell'area dell'antica Bedriacum , località Costa di S. Andrea, nel "Campo del Generale".

La fibula, del tipo "a staffa", è in lega d'argento dorata; rimane inoltre un'unica pietra dura delle quattro originali, un'almandina rossa. Mancano l'ardiglione e parte della staffa. Questa specie di "spilla di sicurezza" dell'antichità diventa rarissima in età barbarica, quando costituisce tuttavia una caratteristica dell'abbigliamento della classi più elevate. La complicata decorazione è a tralci e a spirali, il cosiddetto Kerbschnitt, che compare anche sulle fibbie di cintura ed è tipica dell'oreficeria dei Goti nel momento della loro venuta in Italia (primo trentennio del VI sec. d.C.).

Con ogni probabilità faceva parte del corredo di una tomba ad inumazione, rito consueto presso questi popoli. La rarità di ritrovamenti di questo genere può essere attribuita sia alla loro scarsità già in antico (forse in parte dovuta al grande pregio attribuito agli oggetti in questione) sia a un graduale mutamento della pratiche rituali. Sappiamo infatti che Teodorico aveva cercato di convincere i Goti a convertirsi all'usanza funebre latina di sepoltura senza suppellettili.