Gli Alani

 

Gli alani erano una popolazione nomade sarmata che aveva occupato della steppa del Mar Nero. Vengono nominati per la prima volta nella letteratura romana come allevatori di cavalli.

I Sarmati, come gli Sciti, facevano parte della famiglia etnica iranofona. Abitavano le steppe lungo il Volga, le regioni pedemontane degli Urali Meridionali e la steppa del Kazakhstan occidentale. Gli autori antichi hanno tramandato i nomi delle principali unioni tribali sarmatiche: Roxolani, Aorsi e, appunto, Alani.

La migrazione delle tribù dall'Oriente verso Occidente si svolse in diverse ondate. Nell'Asia Centrale, da dove provenivano, i Sarmati avevano affrontato conflitti con Battriana, Partia, Sogdiana. All'inizio, lo spostamento dei Sarmati nelle steppe a nord del Mar Nero fu un processo pacifico : i Roxolani diventarono alleati degli Sciti. Ma col tempo il conflitto fra questi ultimi e Sarmati diventò insanabile. Devastando gli insediamenti degli agricoltori, i Sarmati occuparono completamente la steppa tra i fiumi Don e Dniepr, e poco dopo si impadronirono dell'interfluvio tra il Dniepr e il Danubio. Verso la metà del II secolo a.C. i Sarmati divennero la maggior potenza delle steppe della costa settentrionale del Mar Nero. Le importanti città-stato di Tyras e Olbia furono circondate dalle tribù sarmatiche che probabilmente ne assunsero il protettorato. Comunque, in quel periodo, i Sarmati hanno un importante ruolo politico-militare nella regione: insieme alle tribù traciche dei Geto-daci si sono opposti all'espansione romana, divenendo un elemento non trascurabile nella politica di Roma, oggetto d'attenzione da parte di politici, letterati e militari romani. Nelle due guerre daciche portate da Traiano all'inizio del II secolo d.C. i Sarmati si schierarono dalla parte dei Daci. 

Nel II sec. d. C. comunque il ruolo dominante nelle steppe nord-pontiche é nelle mani degli Alani, nome con il quale le fonti del tempo definiscono la grande famiglia delle tribù sarmatiche che ebbe probabilmente il sopravvento sulle altre famiglie della stessa stirpe. Il dominio sarmatico nelle regioni costiere settentrionali si concluse nel III sec. d. C., con l'invasione dei Goti. Poco dopo, nel 375, dall'Oriente giunsero gli Unni, che dopo aver fatto strage degli Alani accolsero i resti delle loro tribù nel loro esercito diretto verso Occidente inaugurando l' epoca delle grandi "migrazioni dei popoli".

Una parte degli Alani, sopravvissuta alla strage unna, si unì ai Vandali (vedi la Testimonianza)e con essi si stabilì in Africa, tanto che il sovrano vandalo potè assumere il titolo di “re dei Vandali e degli Alani."

 

 

 

LA TESTIMONIANZA

Il Chronicon del vescovo asturiano Idazio Lemico (m. circa 470) ci descrive tragicamente l'insediamento dei Visigoti nelle Gallie, lo sbarco dei Vandali e degli Alani in Africa, ed il progredire dell'anarchia nella penisola iberica dove, in un primo tempo, finivano per prevalere gli Svevi o Suebi:

 [a. 410]. Alani, Vandali e Suebi penetrarono nelle Spagne

[a. 412]. Dopo che le province delle Spagne, come già si è detto, erano state sconvolte e devastate, per la misericordia del Signore i barbari si decisero alla pace e si divisero a sorte, per abitarvi, i territori di quelle province. I Vandali occuparono la Galizia e gli Suebi le terre occidentali sull'orlo dell'oceano. Gli Alani ebbero la Lusitania e la provincia Cartaginese, i vandali Silingi ebbero la provincia Betica. Gli Ispani delle città e dei centri fortificati che erano sopravvissuti ai flagelli dei barbari ormai padroni delle province, si rassegnarono alla servitù.

[a. 417]. Ataulfo, costretto dal patrizio Costanzo a lasciare Narbona e a dirigersi nelle Spagne, fu trucidato a Barcellona da un Goto mentre si intratteneva con i suoi famigliari, ascoltando racconti. Gli successe nel regno Vallia, il quale concluse immediatamente la pace con il patrizio Costanzo e si oppose agli Alani ed ai Vandali Silingi che risiedevano in Lusitania ed in Betica.

[a. 418]. Nel nome di Roma il re dei Goti, Vallia, fece nelle Spagne grandi stragi di barbari.

[a. 419]. Nella Betica i Vandali Silingi furono tutti sterminati dal re Vallia.
Gli Alani, che signoreggiavano sui Vandali e sugli Suebi, subirono una tale disfatta ad opera dei Goti, che, alla morte del loro re, i pochi superstiti rinunciarono a costituire un regno e si posero sotto il comando di Gunderico, re dei Vandali, che si era stabilito in Galizia.
I Goti, interrotta la lotta che conducevano, furono richiamati da Costanzo nelle Gallie e poterono insediarsi in Aquitania, da Tolosa fino all'oceano.Morto il loro re Vallia, Teodorico gli successe nel regno.

[a. 420]. Sorta una contesa fra Gunderico re dei Vandali ed Ermerico re degli Suebi, questi ultimi furono assediati dai Vandalì nei monti Nerbase.

[a. 421]. I Vandali abbandonarono l'assedio degli Suebi e [...], lasciata la Galizia, passarono nella Betica.

[a. 429]. Gunderico re dei Vandali, presa Siviglia, con empia superbia pose le mani sulla chiesa della città e, afferrato subito da un demone, morì per giudizio divino. Gli successe nel regno il fratello Genserico che, a detta di alcuni, sembra sia passato alla perfidia ariana come apostata dalla fede cattolica.

[a. 430]. Il re Genserico, lasciate le Spagne, nel mese di maggio passò con tutti i Vandali e le loro famiglie dalla costa della provincia della Betica alla Mauritania, in Africa.

Idazio, Cronaca, AA 11, pp. 17-21.