
|
L |
a tradizione artigiana della
lavorazione di suppellettili e manufatti assimila nuovi modelli, tipici delle culture
barbariche. I barbari prediligono le immagini puramente decorative, basate su
motivi geometrici e nelle quali la rappresentazione della figura umana è
praticamente assente. I popoli di stirpe germanica che invadono l’Occidente, e
quindi anche i Longobardi,
sono soprattutto contadini che trovano negli elementi della natura
l’ispirazione per la loro arte. Rami, foglie ed animali schematizzati, insieme
ad intrecci lineari ispirati a fettucce, nastri e viticci, composti secondo
ritmi precisi, caratterizzano le loro opere realizzate spesso in metallo
prezioso.
Un
aspetto interessante del contributo germanico è la decorazione ad intreccio. Essa ha origine nel mondo
classico, in cui si utilizzavano motivi vegetali (ed esempio tralci)
rappresentanti in modo ancora abbastanza naturalistico; nell’ arte barbarica
l’intreccio diviene un groviglio inestricabile e ricopre tutta la superficie
dell’oggetto: infatti in una pagina dell’Evangelario di Durrow (miniatura
su pergamena in un codice irlandese) si possono notare delle figure che
potevano coinvolgere figure animali (anche fantastiche) e perfino umane.
|
L |
’oro,
gli smalti, le pietre preziose e l’avorio sono impiegati nei manufatti
dell’arte carolingia e ottoniana. Come le opere del periodo longobardo, anche
queste sono caratterizzate dal piccolo formato, reso necessario dalla
precarietà della vita e dai continui spostamenti delle residenze delle corti,
in un territorio dove le città si spopolano e divengono di scarsa importanza.
Queste opere, che impreziosiscono le suppellettili e gli oggetti d’uso delle
corti, vengono successivamente imitate e rielaborate dagli ariani locali, nella
decorazione di altari, reliquari, suppellettili sacre.
|
Oreficeria barbarica: reliquiario di
Pipino del IX sec |
N
|
el medioevo le popolazioni di origine barbarica
dettero un nuovo impulso all’arte orafa, sia dal punto di vista stilistico che
tecnico (come per l’uso della filigrana): il color oro, simbolo di luce per
eccellenza, rientrava inevitabilmente nella sfera del divino - basti pensare agli splendidi mosaici che
adornavano le chiese longobarde. Alcuni gioielli simbolo per eccellenza del
Medioevo e del potere religioso e politico vengono custoditi nel museo del Duomo
di Monza. Questo presenta una straordinaria raccolta di arte di epoca
barbarica compresa tra il IV ed il IX secolo oltre a oggetti di epoche
successive. Tra i prezzi più famosi, la “Corona Ferrea”,
la “Croce
di Agilulfo”, il “Dittico Silicone”, la bizantina “Crocetta di
Adaloaldo” e “l’Evangelario di Teodolinda”. Una delle opere più popolari è la “Chioccia con i sette pulcini” capolavoro
di arte bizantina e barbarica.

Straordinari reperti di scavo che provengono anche da tumuli sepolcrali Cimmeri, Sciti, Sarmati e testimoniano usi e costumi di civiltà conosciute solo da qualche decennio.