GLI ANGLOSASSONI
 

 

 

 

 


Gli Anglosassoni migrarono nella Britannia nel V e VI sec. d.C. e vi si insediarono.

Pagani, di una religione che nel culto e nelle divinità non differisce sostanzialmente dalla religione degli altri popoli germanici, i primi Anglosassoni praticavano la magia, anche se punita con leggi penali.

Nei loro primi insediamenti, gli Anglosassoni costituirono regni locali sotto la guida di capi-tribù. Solo all’inizio del VII sec, Etelfrido, ereditando Deira e Bernicia dal padre, costituì il regno di Northumbria e lo estese sino ai confini del Galles; alla sua morte, Edvino ebbe prima la Deira poi anche la Bernicia, e durante il suo regno i nobili Anglosassoni si convertirono al cristianesimo, la regina Edelborga e il vescovo Paolino diffondevano sino al nord dell’isola. Per opera di Penda intanto sorgeva grande potenza il regno di Mercia: disfatto e ucciso Edvino da Penda, il regno di Northumbria si ricostituiva nel 655 con Oswy e sotto di lui il paese godé finalmente di un governo stabile. Sempre in quegli anni si componeva a Whitby e il lungo e aspro contrasto tra il cristianesimo romano e quello introdotto dalle missioni celte: il sinodo decideva a favore degli usi romani. Questo e il successivo periodo furono di notevole splendore culturale che raggiunse il suo massimo sviluppo sotto Egfrido. Dalla fine del secolo, la supremazia passò però al regno di Mercia sotto Etelbaldo e Offa. Morto Offa, il regno rivale dell’Wessex assorbì stabilmente i regni competitori e divenne, il centro politico dell’isola. I successori di Egberto dovettero far fronte all’invasione danese. Alla fine del X sec. i Danesi con  Canuto divennero padroni dell’Inghilterra.

 

DIRITTO e ORGANIZZAZIONE SOCIALE

 

 

La colonizzazione avvenne per opera di tribù, costituite dalle famiglie dei ceorlas (uomini liberi) in villaggi le cui terre erano detenute dai possessori solo a titolo di usufrutto e, passavano alla morte del detentore a eredi determinati dal folcriht (diritto popolare). Questo era il diritto che, regolava i giudizi. Attorno al sovrano, rimase solo l’ “assemblea dei saggi”, con il potere di eleggere e di deporre il re. Un fattore che incentivò il feudalesimo fu quello di concedere terre alla Chiesa. Era l’inizio della decadenza del folcriht, che subì forti colpi allorché la monarchia cominciò ad eseguire un’opposizione contro di esso: nasceva il concetto della giustizia. Il diritto anglosassone è nell’ambito del diritto germanico; ma ha, rispetto a questo, uno speciale interesse, perché i suoi codici, scritti in lingua volgare, rappresentano in maniera assai più pura il genuino spirito del diritto germanico. Il più antico codice che possediamo fu promulgato da Etelberto del Kent. Seguono i codici di Hlothaere ed Eadric e di Wihtraed tutti del Kent.

Altri sono perduti. In queste fonti è evidente il progressivo rafforzarsi del potere legislativo della monarchia e la crescente influenza dell’elemento ecclesiastico.

 

LINGUA

 

Nella grande unità occidentale delle lingue germaniche, i dialetti kentiano, sassone e anglo costituiscono il gruppo anglosassone. Il lessico ha accolto alcune parole dal celtico, e anche alcuni termini dal latino introdotti dai dominatori romani; esso ha ricevuto un grande arricchimento dal latino della letteratura e della chiesa.

 

                  

 

LETTERATURA

 

Si estende dal V sec fino a poco dopo il mille. La poesia pagana è di carattere epico e di carattere lirico.

Col penetrare del Cristianesimo, la letteratura italiana e quella cristiana convissero in una sorta di compromesso. Dalla metà del IX sec fino agli inizi dell’XI sec prevalse la letteratura in prosa.

La letteratura anglosassone è una letteratura non nuova, cupa e triste, pervasa da un enorme pessimismo, dove la conversione al cristianesimo penetra fino ad un certo punto rimanendo un sottofondo pagano elegiaco-malinconico.

Il venerabile Beda afferma che gli anglosassoni concepivano la vita come il volo di un uccello che da una notte oscura entra in una stanza illuminata per poi riuscirne (quindi un breve barlume circondato dall’ignoto, prima e dopo).

L’opera principale di questo periodo è il “Beowulf”, un lungo poema di 300 versi che narrano la storia di Beowulf che affronta tre mostri, una storia lenta che si avvale della tecnica del kenning, cioè perifrasi, giro di parole. Non ha rima ma ha l’allitterazione, cioè le parole hanno una consonanza iniziale (ad ex. “safe & sound”).

 

 

CULTURA e ARTE

 

I ritrovamenti archeologici presentano somiglianze non solo con quelli della Germania settentrionale, ma anche con i resti dei Franchi. Gli uomini, nei combattimenti, erano armati di lancia, scudo rotondo, coltelli, una spada lunga di ferro; caratteristiche tra gli ornamenti femminili: le fibule, i tessuti erano generalmente piuttosto rozzi.

La popolazione viveva in abitazioni(capanne) quadrate con il pavimento circa 60 cm più basso del suolo circostante. In complesso, i ritrovamenti danno l’impressione di una popolazione primitiva dell’età del ferro. E’ stato a lungo discusso se le origini dell’arte fossero state fondate dagli Irlandesi o piuttosto dagli Anglosassoni.

La loro architettura fu, specialmente agli inizi, in gran parte in legno; nell’Inghilterra sud-orientale un gruppo di sette chiese, in muratura, attesta l’influenza bizantina e siriaca, forse trasmessa attraverso l’Italia. Non è possibile tracciare un quadro dell’architettura prima della conquista normanna, benché verso la fine del periodo già si notino notevoli apporti normanni.

 

 

 

 

LA TESTIMONIANZA

LA CONVERSIONE DEGLI ANGLI

 

Il Venerabile Beda in una miniatura

 

Per iniziativa di Papa Gregorio Magno furono evangelizzate molte popolazioni rurali dell’Europa occidentale che ancora non erano state convertite al Cristianesimo. Ma egli mandò missionari anche in terre lontane, dove la romanizzazione era stata più superficiale, che si erano precocemente sottratte al dominio di Roma e non avevano ancora ascoltato il messaggio evangelico: fu questo il caso della Britannia.

 

Dicono che un giorno, arrivati da poco a Roma alcuni mercanti che portarono nel Foro abbondante merce da vendere, ebbero, fra i molti che erano presenti, anche Gregorio. Tra l’altro, Gregorio vide, messi in vendita come schiavi, giovani di carnagione molto chiara, bell’aspetto e bei biondi capelli. Osservandoli, domandò- a quanto c’è stato detto- da quale terra essi fossero portati. Gli fu detto che provenivano dall’isola della Britannia, i cui abitanti erano di simile aspetto. Chiese di nuovo se gli abitanti dell’isola fossero cristiani ovvero ancora in preda all’errore del paganesimo. Gli fu detto che erano pagani. E quello, sospirando dal profondo del cuore: ”Ohimè, che dolore”, disse, “che il signore delle tenebre[1] possegga uomini di volto così luminoso, e che tanta grazia esteriore ospiti un’anima priva della grazia interiore!”. Poi chiese nuovamente come si chiamasse la loro gente. Gli fu risposto, infatti hanno il volto angelico e tali è giusto che siano gli eredi degli angeli nei cieli (…)”.

Andò quindi Gregorio dal pontefice della sede apostolica di Roma - perché egli non era stato ancora eletto pontefice – e lo pregò di inviare qualche missionario in Britannia, alla gente degli Angli, per farli convertire a Cristo. Egli stesso – continuò – era pronto a realizzare questa impresa con l’aiuto del Signore, se il papa di Roma fosse stato d’accordo.

Non poté realizzare però l’iniziativa: infatti, anche se il papa era disposto ad accordare ciò che gli era stato chiesto, i Romani non permisero che Gregorio si recasse lontano dalla città. Quando però fu lui a diventare papa, compì l’opera che aveva lungamente desiderato; inviò, così, molti missionari ma egli stesso collaborò con le esortazioni e le preghiere alla predicazione, perché desse frutto.  

 

Beda, Storia ecclesiastica degli Angli, II, 1

 

 



[1]  Il diavolo.